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Una 1000 Miglia vista dalle retrovie

portobellocar un viaggio lungo 100 miglia

Il 2020 è stato un anno che tutti ricorderemo per le svariate ore passate a casa in lockdown senza la possibilità di utilizzare le nostre amate auto d’epoca in eventi e raduni. Ma se c’è un evento a cui è proprio impossibile mancare è la 1000 miglia, la gara più bella del mondo.

Andrea

Spostata a ottobre per via dell’emergenza sanitaria (solitamente si tiene a maggio), la gara si è fatta subito più dura. Le minori ore di luce portavano a uno stress maggiore gli impianti elettrici delle “vecchiette” e complicavano la vita ai loro driver impegnati nei rilevamenti cronometrici.

Nelle prossime righe vi racconterò la mia esperienza da auto “scopa” alla 1000 miglia.


Sì, ‘auto scopa’, l’ultima auto del convoglio, quella che ha l’onere di caricare gli eventuali equipaggi rimasti in panne.

Per questa esperienza ci è stato dato un fedele Ford Transit a 9 posti, ottimo per la sua capacità di carico e per il grande serbatoio che ci ha permesso poche soste carburante.

L’avventura ha avuto inizio il giovedì pomeriggio a Brescia, precisamente a viale Venezia. Ci accodiamo alla vettura n. 410, una magnifica Porsche 356 azzurra, e partiamo per la nostra 1000 Miglia.

Ad accompagnarmi c’è Filippo, un mio caro amico col sogno della 1000 miglia fin da bambino.

portobellocar messa a punto dell'auto


Già dalla prima giornata si capisce che non sarà una passeggiata. Le svariate telefonate della direzione gara per aggiornarci sulla situazione del percorso e dettarci il ritmo da tenere ci hanno accompagnati fin dalla prima mezz’ora di gara. Arrivati a Ferrara una fitta nebbia ci accoglie e ci accompagna fino all’arrivo della prima tappa a Milano Marittima.


Capiamo che sarà un’esperienza stancante, ma è solo l’inizio…


Il secondo giorno la sveglia suona presto, la giornata è lunga e ci porterà a Roma: più di 400 km di strade, prevalentemente statali e provinciali, duri per noi, durissimi per gli equipaggi in gara. Il nostro Transit da Macerata in avanti è costretto a viaggiare a pieno carico, con 2 equipaggi che purtroppo hanno dovuto abbandonare l’idea di finire la gara sulla loro auto e che ci accompagneranno fino a Roma.

Uno dei due equipaggi era proprio l’auto n. 410, la Porsche azzurra che partiva davanti a noi.
Una breve sosta ad Ascoli Piceno per assaporare i famosi arrosticini insieme ai simpatici equipaggi e poi via fino alla meta di giornata, Roma, che raggiungiamo passata la mezzanotte.


Il terzo giorno di gara è il più lungo, vede la partenza da Roma e l’arrivo a Parma.


Da Roma partiamo con una pioggia battente e dopo soli 5 km ci fermiamo a dare assistenza alla prima auto ferma per colpa di un condensatore. Era una Osca Mt4 di un equipaggio italiano. Non appena risolto il problema, siamo ripartiti insieme per recuperare il convoglio. La Osca, accompagnata dal rumore dei suoi scarichi liberi, si è fatta strada con agilità nel traffico delle auto moderne fino a farci perdere le sue tracce.

portobelloCar un viaggio ascolano


Il convoglio si snoda per 200 km. Quando superiamo Siena, le prime auto sono già quasi arrivate a Parma alle prime ore della sera. Noi ci arriveremo circa quattro ore dopo. Pochi chilometri prima, infatti, una Siata 1100 con la batteria a terra ci ha tenuti fermi sul passo della Cisa per circa mezz’ora. Una volta che è arrivato il loro furgone di assistenza con una batteria nuova, la macchina ha ripreso vita e in un lampo eravamo a Parma.


L’ultimo giorno è stata una passeggiata in confronto ai precedenti. Circa 250 km pianeggianti con l’arrivo a Brescia verso le 18:00. Calma piatta con poche richieste di soccorso ci hanno permesso di rilassarci e goderci il paesaggio.


Con tutta probabilità c’era già stata una “selezione naturale” nel corso dei tre giorni precedenti, e tutte le auto che erano “sopravvissute”, hanno concluso anche l’ultimo giorno con il consueto arrivo a Brescia, sempre in viale Venezia.


In quest’ultimo giorno abbiamo anche avuto il tempo di riflettere sulla sull’unicità di questa manifestazione. Una manifestazione che ti fa scoprire l’Italia in maniera differente e un modo di viaggiare a cui non ero abituato, senza autostrada e strade ad alta velocità. Passare per decine di paesi e borghi storici, ognuno con la propria particolarità, ci fa capire quanto è bella l’Italia.


Un’esperienza dura, con poche ore di sonno, ma che senz’altro voglio rifare nel 2021 con un altro ruolo… ma questa è un’altra storia…


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